04/07/2011

tobin tax

la commissione europea porta avanti la tassazione dei capitali speculativi, i bancari, conti alla mano non ci stanno, meglio strozzare famiglie e imprese, meglio un'altra crisi finanziaria che mette in ginocchio il mondo del lavoro che prevenirne gli effetti, del resto funziona così, chi sta ai vertici non muove il culo dalla propria poltrona. La stessa mentalità dei cravattari, delle banche italiane che fino al 1996 applicavano tassi usurari, poi l'anatocismo bancario, gli interessi sugli interessi, e quando le hanno scovate ci ha pensato il goveno berlusconi tra un processo ed un bunga a sanare i debiti delle banche a danno dei lavoratori. 

 

Il premio Nobel per l'Economia James Tobin propose nel 1972 una tassa su tutte le transazioni valutarie con un'aliquota tra lo 0,05% e l'1%. L'idea era, da una parte, di penalizzare le posizioni a breve puramente speculative e, dall'altra, di generare introiti cospicui da destinare allo sviluppo dei paesi poveri. Caldeggiata dal movimento no-global, la Tobin tax è stata rilanciata recentemente dal presidente della Financial services authority inglese, Lord Adair Turner, il quale ha proposto di imporre nuove tasse sulle banche per ridurre i loro utili e, di conseguenza, limitare stipendi e bonus eccessivi dei banchieri.

L'introduzione di una Tobin tax solo in Europa potrebbe portare a ''risultati veramente temibili''. Lo ha detto il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, intervenendo al Parlamento europeo in relazione alla proposta avanzata ieri dalla Commissione europea per introdurre un'imposta speciale sulle transazioni finanziarie.

Secondo Trichet la tassa sulle transazioni finanziarie rilanciata ieri dal presidente della Commissione Ue Jose' Manuel Barroso è l'equivalente della "sabbia nelle ruote" di un sistema finanziario il cui cattivo funzionamento andrebbe invece affrontato in modo piu' costruttivo

 

 

manovra finanziaria 2011

Quasi in parallelo, il Parlamento della Repubblica Ellenica e il Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana hanno approvato due manovre di politica economica che si estendono su un arco di quattro anni.

L’entità delle due manovre è simile: 64 miliardi di euro (di cui 50 di privatizzazioni) quella varata dalla Grecia, 47 miliardi (principalmente di tagli alla spesa) quella approvata dall’Italia.

Sinceramente la reputo una manovra inadeguata, basata escusivamente al taglio delle spese, senza nessuna prospettiva, nessun incentivo per uscire dalla crisi, nessuna speranza in più per i lavoratori, nessuna prospettiva per i giovani, la ricerca, l'innovazione. Sostanzialmente tagli. Quel poco che riescono a fare gli enti locali e le regioni, verrà e sta venendo sempre meno, causa i patti di stabilità già in essere e i numerevoli e ripetuti tagli. Altro che federalismo, qui si vuole affamare il popolo. Federalismo? In prospettiva c'è l'abbattimento dell'Irap (imposta regionale) e ricordo che L'Ici (imposta comunale) a prescindere dall'opportunità o meno della stessa sulla prima casa ha determinato un impoverimento netto delle casse dei Comuni. Perchè non è stato ridotto l'irpef? ne avrebbe beneficiato il mondo del lavoro. E la tassazione al 20% delle rendite non risolve di certo la disparità tra tassazione a favore del capitale rispetto al lavoro. Analoga sorte beneficiano i proprietari di immobili che usufrusicono delle locazioni (21%) se hanno un reddito medio-alto. Eccolo questo governicchio attento ad agevolare il capitale improduttivo.  Intanto ricordo che la Commissione Europea introduce la Tobin Tax, la tassazione dei capitali speculativi. Nell'indifferenza dei nostri governanti, che probabilmente non sanno neppure dell'esistenza di questa novità. Ma che ci stanno a fare? La classe dirigente italiana dimostra per l'ennesima volta la propria impotenza, disincentivano le rinnovabili quando un referendum ha "stracciato e cestinato" la proposta dei nuclearisti, questa patetica classe dirigente continua a fare i conti da ragionieri neanche troppo capaci, dove ci sono delle uscite le cancellano e così pensano di aver risolto i problemi del deficit e degli italiani.  
 

Ecco un breve schema delle principali novità:

-> DEPOSITO TITOLI: il bollo che si applica alle comunicazioni relative sui depositi di titoli inviati dagli intermediari finanziari può salire dal 2013 fino a 380 euro per i depositi il cui valore e’ superiore a 50mila euro. Si passa da 10 euro mensile a 120 annuale. Dal 2013 poi per gli importi sotto i 50mila euro si va dai 12,50 euro mensile ai 150mila annuali e per quelli sopra i 50mila euro, dai 31,66 mensili ai 380 euro annui.

-> TAGLI A CNEL, CONSOB, CSM: dal 2012 tagli del 20% degli stanziamenti per il Cnel, il Csm, Authority, Consob e Corte dei Conti.

-> AUTO BLU E VOLI: Le auto blu non potranno superare i 1.600 di cilindrata e i voli di stato saranno solo per le alte cariche.

-> REGIME FISCALE A FORFAIT PER IMPRESE “GIOVANI”: Confermato il regime fiscale di vantaggio, con un consistente taglio del forfait agevolato, portato al 5%, per le nuove imprese aperte da neo-imprenditori, artigiani e professionisti e da coloro che perdono il lavoro. Per ottenere l’agevolazione non è previsto alcun limite d’età della persona fisica.

-> STIPENDI DEI POLITICI: verranno livellati alla media europea.

-> ELECTION DAY: dal 2012 arriva “l’election day” ma non vale per i referendum.

-> COSTI DELLA POLITICA: taglio del 10% al finanziamento dei partiti con una riduzione complessiva del 30%.

-> RINNOVABILI: taglio del 30% degli incentivi in bolletta.

-> PUBBLICO IMPIEGO: proroga di un anno del blocco del turn over (a eccezione dei corpi di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco) e congelamento degli aumenti degli stipendi fino al 2014; stretta sulle assenze.

-> SUPERBOLLO SU AUTO DI LUSSO: verra’ applicata una sovratassa da 10 euro per ogni chilowatt di potenza oltre i 225.

-> IRAP: aumenta l’Irap per banche e assicurazioni (per le prime passa al 4,65%, per le seconde al 5,90%).

-> PENSIONI, AUMENTO ETA’ DONNE DAL 2020: innalzamento progressivo dell’eta’ di pensione per le donne nel settore privato a partire dal 2020, anno in cui l’aumento sara’ di un mese, fino ad arrivare a 65 anni nel 2032. Anticipo al 2014 dell’eta’ di pensionamento legata all’aumento della speranza di vita.

-> STOP RIVALUTAZIONE AUTOMATICA PENSIONI: non saranno rivalutate le pensioni che superano 5 volte il minimo. La rivalutazione sara’ al 45% se gli assegni superano il trattamento minimo di 3 volte.

15/06/2011

LIBERAFESTA, FEDERAZIONE DELLA SINISTRA IN FESTA, GAMBETTOLA 24-26 GIUGNO 2011

 

 

LIBERAFESTA, FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

RIFONDAZIONE. LIBERAFESTA, COMUNISTA, FEDERAZIONE, SINISTRA GAMBETTOLA

15/03/2011

REFERENDUM ACQUA EVENTO

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23/07/2010

GITA A PARIGI E BRUXELLES

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20/07/2010

RIFORMA PENSIONI 2010

ALLEGHIAMO IN SINTESI IL TESTO DI LEGGE

      DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI

PREMESSO CHE:

  • dopo la nomina a ministro di Aldo Brancher per l'attuazione del Federalismo  [18 Giugno 1993. Il pool di Milano fa arrestare Aldo Brancher, assistente di Fedele Confalonieri [allora già figura importantissima di Fininvest nda], per 300 milioni [di lire nda] al Psi e 300 a Giovanni Marone, segretario dell’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, in cambio di spot sulle reti Fininvest per la campagna ministeriale anti-aids. [Brancher nda] Resterà tre mesi a San Vittore senza aprire bocca. Poi diventerà deputato e poi vice ministro” ed oggi Ministro.
  • dopo la nomina di Scajola ministro italiano per lo Sviluppo Economico.[ L’uomo a cui Silvio Berlusconi ha dato il compito di riportare l’Italia sul sentiero dell’energia I giudici che indagano sullo scandalo di corruzione politica e urbanistica che ruota intorno alla Protezione Civile hanno scoperto che il costruttore Diego Anemone, arrestato come principale beneficiario della cricca che si aggiudicava i contratti milionari del G8 e altre emergenze nazionali, nel 2004 ha regalato 900.000 euro a Scajola perché comprasse il lussuoso appartamento a Roma dove vive tuttora].
  • DEL  sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, coinvolto nell'inchiesta sulla associazione segreta cosiddetta P3,  indagato per concorso in corruzione relativamente alla vicenda sulle concessioni per la costruzione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili in Sardegna
  • Dopo  le prostitute pagate profumatamente da Tarantini e accolte dal Presidente del consiglio a Palazzo Grazioli (residenza della presidenza del consiglio)       

                                                       TUTTO CIò PREMESSO

IL PARLAMENTO ADOTTA MISURE INGENTI PER RISANARE IL BILANCIO DELLO STATO:

·        LA PENSIONE DIVENTERA’ “SCORREVOLE” E SEMPRE MENO LEGATA A PARAMETRI CERTI. CIOE’ SARA’ L’ISTAT A DIRCI LA SPERANZA DI VITA E QUINDI A MODIFICARE I PARAMETRI DI CALCOLO E QUINDI LA SPERANZA DI ANDARE IN PENSIONE RIMANE TALE!!!!!

·        INNALZAMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE MINIMA DA 60 A 62 ANNI E DI QUELLA MASSIMA DA 65 A 67 TRA IL 2011 E IL 2018

·        FINESTRE: DAL 2011 GLI AUTONOMI DOVRANNO ATTENDERE 19 MESI PRIMA DI MATURARE IL DIRITTO ALLA PENSIONE (GIA’ MATURATA)

·        FINESTRE: DAL 2011 I DIPENDENTI DOVRANNO ATTENDERE 13 MESI PRIMA DI MATURARE IL DIRITTO ALLA PENSIONE (GIA’ MATURATA)

·        PER I DIPENDENTI PUBBLICI L’ETA’ DI PENSIONE DI VECCHIAIA SARA’ ELEVATA A 65 ANNI DAL 2012

15/07/2010

ACQUA AZZURRA ACQUA CARA

Invitiamo tutti i simpatizzanti a partecipare alla Festa per l'Acqua.

VENERDì   16 LUGLIO ORE 20,30 CESENATICO

 Mafiopoli, ovvero il Governo Berlusconi, ci vuole togliere anche l'acqua (grazie al Decreto Ronchi) oltre alle mutande. Nudi, senza diritti, senza acqua. Insomma il terzo mondo. La Lega Nord ci dovrebbe spiegare perchè hanno preso l'Africa come modello di sviluppo; bella trovata, siccome secondo la Lega i migranti ci rubano i lavori, allora se diventiamo come il terzo mondo (in termini di diritti e servizi) non avranno nulla da rubarci !

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12/07/2010

DATI CRISI EMILIANO-ROMAGNOLA

ALCUNI DATI SULLA CRISI ECONOMICA EMILIANO-ROMAGOLA *

In primo luogo - confrontando il primo trimestre 2009 con il primo trimestre 2010 - emerge un incremento del tasso regionale di disoccupazione: si passa dal 4,1% al 6,2%, con un aumento - perciò - pari al 2,1%.

Badate che, a livello nazionale e assumendo gli stessi termini temporali, si è passati dal 7,9% al 9,1%. Quindi con un aumento dell'1,2%.

Perciò in termini generali c'è un aumento nazionale e regionale della disoccupazione; in Emilia-Romagna la disoccupazione rimane ad una percentuale inferiore rispetto alla situazione nazionale anche se la forbice si sta riducendo; l'incremento del tasso di disoccupazione nella nostra regione - per quanto riguarda il raffronto primo trimestre 2009- primo trimestre 2010 è superiore all'incremento nazionale sia in termini assoluti che in termini relativi. Tutto questo dimostra che i danni sociali ed economici prodotti dalla crisi non sono di certo terminati - anzi - e che, come abbiamo già detto più volte in questi ultimi anni, non esistono "isole felici" o "zone franche" rispetto alla crisi. Al contrario, un territorio regionale come il nostro è colpito in modo più brutale e aggressivo dalla crisi che altri territori. Analizzando la situazione occupazionale regionale su un arco temporale un pò più ampio, emerge che nel 2007 e nel 2008 c'era stato un incremento percentuale (+2,4% nel 2007, +0,8% nel 2008) mentre nei due anni successivi c'è stata una flessione (-2,4% nel 2009, -2,1% nel primo semestre del 2010).

Gli indicatori economici generali, sia per quanto riguarda il Paese sia per quanto riguarda la nostra regione, farebbero viceversa emergere alcuni timidi segnali di ripresa. Vale in particolare per il PIL, che ha subito a livello nazionale arretramenti percentuali nel 2008 (-1,0) e nel 2009 (-5,0), mentre nel primo semestre del 2010 si registra un lieve miglioramento rispetto all'anno precedente (+0,8). Il PIL dell'Emilia-Romagna va nella stessa direzione: dati negativi nel 2008 (-1,0) e nel 2009 (-5,0); ripresa lieve per quanto riguarda il dato parziale del 2010 (+1,1). Come si vede, il 2009 è stato l'anno più nero della crisi. Dinamiche simili le ritroviamo nell'evoluzione della domanda interna regionale - dati negativi nel 2007 (-0,6), nel 2008 (-1,5), nel 2009 (-3,2), e un passo in avanti nei primi mesi del 2010 (+0,5) - e nell'evoluzione delle esportazioni verso l'estero - dati negativi nel 2008 (-2,4), nel 2009 (-23,0) e un segnale diverso nel 2010 (+6,1).

Perciò l'economia dà segnali di risveglio che però non si "riversano" sulle dinamiche occupazionali che continuano ad avere un segno negativo. La lettura di qusta "sconnessione" può basarsi su diverse ipotesi. Può essere che ovviamente non vi sia una contemporaneità tra i segnali di risveglio sul piano economico e i possibili segnali di ripresa occupazionale. Oppure può essere che alcuni indicatori - come il PIL - non abbiano una reale attendibilità per quanto riguarda l'economia reale. Tant'è che, raffrontando il primo trimestre 2010 con il primo trimestre 2009 - tutti i settori dell'industria regionale, nessuno escluso, registrano risultati negativi per produzione, fatturato e ordinativi. La flessione più rilevante riguarda il settore tessile, abbigliamento, cuoio e calzature. Le aziende che stanno peggio, per caratteristiche dimensionali, sono le imprese da 1 a 9 addetti e le imprese artigiane. Questo dimostra quanto sia in realtà fragile e difficilmente riscontrabile nell'economia reale la fantomatica ripresa.

In ogni caso timidi segnali di ripresa - anche se ci fossero sul serio- sono destinati a rientrare in assenza di un investimento nella costruzione di politiche pubbliche economiche, industriali e sociali robuste. Per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna mi limito a mettere in evidenza alcuni "titoli" su cui lavorare:

 

1) In primo luogo l'opposizione alla manovra economica del governo anche da parte delle Regioni e degli enti locali. Su questo registriamo positivamente che la Regione è anche questa volta in prima linea. Noi abbiamo detto in questi anni che la crisi non è finanziaria, ma investe  l'economia reale e i rapporti tra economia e società. In particolare la causa risiede nell'ingiustizia sociale diffusa: i lavoratori non hanno la capacità economica di acquistare le merci che producono. Questo è il nodo reale della crisi, e di conseguenza la possibile fuoriuscita non può che basarsi su una drastica ridistribuzione dall'alto verso il basso della ricchezza. Al contrario una manovra che taglia salari e pensioni, che taglia la spesa sociale e la spesa sanitaria eccetera, alimenta e sostiene la crisi, e non la risolve;

 

2) Prolungamento degli ammortizzatori sociali. Questo è un altro aspetto che deve essere al centro del confronto tra Governo e Regioni. Premesso che nel frattempo vanno costruite politiche economiche e industriali nuove, il prolungamento degli ammortizzatori sociali (ad oggi in Emilia-Romagna sono circa 42.000 i lavoratori coinvolti tra cassa integrazione straordinaria e cassa integrazione ordinaria) è la modalità che consente di impedire un incremento brutale della disoccupazione e un incremento della ulteriore della sofferenza sociale. E' al pari necessario che la Regione solleciti proposte legislative nazionale che estendano anche per tipologie di lavoratori gli ammortizzatori sociali;

 

3) Il modello di sviluppo. Il programma del centrosinistra emiliano-romagnolo dava un ruolo centrale al tema della riconversione ecologia dell'economia regionale. Sosteniamo fortemente tale obiettivo, anche perchè il sistema produttivo dell'Emilia-Romagna non sarà più come prima, dopo la crisi: evidentemente sarà segnato, come già è, da una minore capacità occupazionale. Perciò la "green economy" può essere un terreno di lavoro sicuramente interessante. Ma bisogna intendersi, perchè esiste anche una via liberista alla riconversione ecologica, che garantisce profitti, che non crea occupazione e che produce danni ambientali. Come, ad esempio è avvenuto e sta avvenendo nel caso della riconversione degli zuccherifici della nostra regione. E' anche per questo che noi insistiamo sulla realizzazione di progetti che abbiano in primis l'obiettivo di mettere in sicurezza il territorio da un punto di vista ambientale, e su questo creare vera "occupazione verde".            

4) La qualità del lavoro. La vicenda di Pomigliano ci parla del rifiuto di tanti lavoratori, pur posti sotto ricatto, dello scambio tra posto di lavoro e il mantenimento di diritti e di tutele. E' un segnale che va colto rilanciando la centralità dell'occupazione, nelle politiche regionali, non solo da un punto di vista quantitativo ma anche da un punto di vista qualitativo anche in una regione come l'Emilia-Romagna. In particolare chiediamo l'attuazione della legge Bastico, avanzata nei contenuti ma appunto negli anni scorsi parzialmente attuata e finanziata, che poneva come obiettivo il superamento della precarietà e un'occupazione sicura e a tempo indeterminato.

 

* testo estrapolato da un documento fornito da Nando Mainardi - Segretario Regionale PRC